sabato 7 maggio 2011

Maggio.

Me ne stavo qui paciosa.
Con le finestre aperte.
Le Zanzariere Abbassate.
Il caldo non troppo caldo.
Il cinguettio degli uccelli.
Il suono gradevole delle foglie mosse dal vento.
Il sole e questo cielo celeste sbiadito, ma ma non grigio, che è già tanto.
In genere questa è l'ora della siesta.
Quella più silenziosa.
Quella, che se l'amaca fosse montata, ci starei spalmata sopra a dondolarmi.
Quella dell' abbiocco post pranzo.
L'ora della pennica, insomma.
Io non ho sonno però.
Guardavo fuori.
Mi godevo lo "spettacolo"* dei pollini trasportati dal vento quando, trasportate dal vento giungono alle mie orecchie anche varie frasi (rivolte al figlio, I suppose) in volume crescente e spropositato, dal piano di sopra. Una cosa brutta,eh.
E Addio poesia.

E' stato Agghiacciante. 




* No. Non è uno spettacolo, in realtà sono odiosi, si infilano ovunque e se sei allergica non è bello.
Però lo trovo affascinante. U_U

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