mercoledì 13 aprile 2011

Lettera Aperta

Cari uomini peperonata,
io non vi capisco e non vi capirò mai.
Uno vi insegue per anni, e voi niente.
A volte fate i preziosi.
Anzi, nella maggior parte dei casi fate pure gli Stronzi (con la esse maiuscola).
Poi, basta non calcolarvi per un po', e voi "blup" vi riproponete e pure pesantemente.
Come se d'improvviso vi fosse tornata la memoria.

A volte lo fate in momenti poco opportuni, e alla prima imbruttita fate finta di capire e tornate nell'ombra.
Ma non è una resa. Periodicamente vi fate vivi, così giusto per testare il terreno.
Altre volte fate finta di niente. Altre ancora, fate peggio...vi spacciate per "amici".

Quest'ultima mossa credo sia quella che mi sta maggiormente sul culo.
Prima di tutto perché credo che sia molto difficile se non impossibile, che due persone dopo aver avuto una storia - chiusa e archiviata, magari anche finita male- possano avere un rapporto di amicizia puro e semplice.
E questo voi cari, lo sapete benissimo, e tendete a mettere subito le mani avanti e sottolineate subito il fatto che tanto"siamo amici" (ma di chi?!).
L'esempio spesso usato infatti è il seguente: "andiamo a prenderci una birra, da buoni amici?"


A questo punto, se uno vi risponde male, fate le vittime e dite che siamo "prevenute" nei vostri confronti.
Se invece vi si da retta, tempo mezza giornata e calate subito le vostre carte, riprovandoci spudoratamente.
E ve ne fregate pure di cosa vi si risponde, facendovi forti del fatto che abbiamo accettato di vedervi.
Come se questo fosse un incoraggiamento a farvi sotto.

Io, che negli anni ho imparato a prevedere le vostre mosse, la prendo a ridere.
Evito di vedervi e vi parlo si, ma il minimo indispensabile (ciao - si, tutto bene.- ciao).
Non c'è niente di male, sia chiaro.

Però lo ammetto, proprio non vi riesco a capire :
Ci avete lasciato, avete buttato tutto al vento.
Ci avete trattato male, non voluto, ignorato, preso a pesci in faccia e trattato nei peggiori dei modi, in più occasioni. Eppure, appena vi rendete conto che la situazione è cambiata, che non siete più al centro dei nostri pensieri, improvvisamente vi ricordate di tenere a noi, di volerci, e di adorarci. (interesse che ovviamente svanisce, appena gli fa capire che è "ricambiato", c'avete fatto caso?)

Non andrebbero messi sotto vetro e studiati in laboratorio, soggetti del genere?

La verità è una e solo una: avete una paura fottuta di restare soli. 
Ed è una paura che un po' tutti hanno, mica è una novità, solo che voi riuscite a gestirla proprio male.
E vi trascinate così, vi fate la vostra vita controllando la situazione precedente da lontano.

Ecco, cari miei, io due parole vorrei dirvi:

Smettetela di tornare ciclicamente nella mia vita.
Non vi sopporto più.
Io non voglio essere la vostra "boa" di salvataggio, tanto meno la vostra spalla su cui piangere.
Non me ne frega un cazzo se la vostra storia è finita.
Se siete tristi, in crisi, e nemmeno se passeggiando per Roma, vi sono tornata in mente.
Gradirei per altro che vi ricordaste le vostre azioni prima di alzare il telefono, scrivere mail, mandare messaggi o palesarvi.
Lo scrivo qui che qualcuno di voi, so per certo che ci passa.
Alla prossima manovra di avvicinamento, sappiate che ci sarà ad attendervi un bel "Vaffanculo".
Senza mezzi termini.
Chiaro?

3 commenti:

  1. uddio... ancora... senti, questa stava bene nella mia rubrica. :P
    ahahaha

    RispondiElimina
  2. Ah, boh...non so che dirti,sarà la primavera. U_U

    RispondiElimina
  3. Mizzeca che begli ex che conosci!

    RispondiElimina