venerdì 29 aprile 2011

Toccatemi tutto, ma non la Regina.





Oggi è stato il grande giorno.

William & Kate si sono sposati, e Londra li ha festeggiati a dovere.
E bla bla bla.
Il resto lo trovate da tutte le parti.
A me il matrimonio è piaciuto un sacco.
Valeva la pena guardarlo anche solo per criticare come erano vestiti gli invitati e per i cappellini assurdi.
(Beckham era incantevole...con tutta la medaglia messa male...eh beh! --->) 
Ma non volevo parlare di questo.

Fatto sta, che sul più bello della cerimonia (mentre arrivava la sposa U_U) sono stata tirata in mezzo ad un discorso davvero inutile e stupido sulla monarchia.
Ora, un po' perché sono stata punto sul vivo, un po' la fonte di tale stronzate, mi sono incazzata come un'anguilla.
E ho difeso, come meglio ho potuto, il mio pensiero.


A parte che no, non si può nemmeno lontanamente paragonare la monarchia britannica con quella che c'era in italia.
(Vi pare la stessa cosa? o_O) 
Posso anche capire che tu, voglia necessariamente mettere bocca e commentare.

E poi va bene, posso anche ascoltarla ma non condividerla la tua opinione. Però non tollero che sia gente che non ha mai messo il naso fuori dal proprio paese a dire cose del genere (e soprattutto che venga usata come argomentazione quello che gli hanno raccontato amici di amici di amici.) lo trovo ridicolo, oltre che stupido. 

E poi, sapendo come la penso sull'Inghilterra tutta, perché queste esternazioni vieni a farle a me?
Vuoi litigare per caso?
( tra l'altro giusta via eh.)

Io già per il tono che ha usato stavo con i capelli dritti. 
Alla seconda, terza stronzata, e considerando l'insistenza con cui mi tirava nel discorso, proprio non ho potuto lasciar cadere. No.
Dopo aver controbattuto ( si aveva pure da ridire U_U ) ha capito che non era aria ed ha lasciato stare. 
Per fortuna.

Ora, mi auguro che questo fine settimana non ci siano serate da trascorrere insieme.
Io non voglio passare il sabato sera a doverti spiegare la storia inglese, e le differenze tra qui e li.
Come non voglio doverti spiegare che a volte è meglio che tu stia zitta.
E poi non credo proprio di dover dire ancora e ancora perché mi sento più vicina a loro 
(agli inglesi, non ai reali, sia chiaro.) che a te.
Scusate ma questa era una questione più personale che altro. 
Al di là della Regina.
Sorry Me.



Detto questo:

Londra.
Ti amo. 
Senza mezzi termini. 




mercoledì 27 aprile 2011

Il Discorso Del Re.

A me piacciono i film in costume.
Mi piacciono gli inglesi (non lo posso negare U_U).
La storia anche, Inglese.
Quindi se c'è di mezzo la famiglia reale, è meglio.
Se c'è l'atmosfera fumosa, i discorsi complicati, meglio ancora.
Vanno bene anche se (a volte) sono pesanti lunghi e noiosi.



Da "Il Discorso del Re" (The King's Speech)
mi aspettavo esattamente questo.
Un film inglese.Sul Re e la Royal Family.
No, le mie aspettative non sono state deluse.
Infatti m'è piaciuto un sacco.
Mi aspettavo soprattutto la pesantezza che però, su questa pellicola, non c'è. Giuro.
La storia è bella davvero e nemmeno hanno esagerato troppo.
L'atmosfera, giusta giustissima.
La nebbia, Londra, I discorsi reali.



Poi vabeh, Colin Firth è semplicemente fantastico...
(Tant'è che ha vinto l'oscar  come miglior attore protagonista, per questo...)
Insomma, a me è piaciuto tantisssssssssssssssssssimo.
Tutto.



martedì 26 aprile 2011

Bene!

Occheeeei:
-Pasqua è andata. (Alè)
-Pasquetta pure.
-La Liberazione pure, anche se non mi piace che sia stata accorpata a Pasquetta, ma tant'è.
-Il Primo Maggio è dietro l'angolo.

No,era solo così per dire...comunque..
Il mio rodimento è sempre lì, dietro l'angolo, in compagnia del Primo Maggio. Passerà.
Se non vengo "stuzzicata" va anche bene, ma questa si che è una cosa complicata.
Ma non si può avere tutto dalla vita.
Accontentiamoci, orsù. ( :P)

 Fortuna che c'è sempre la musica. 


domenica 24 aprile 2011

So...

In questo periodo sono molto per il "Non rispondo che è meglio".
Sono arrivata ad un punto che non mi va nemmeno di "controbattere" di dover "spiegare" perché una cosa non mi va, non mi piace, o non mi interessa in quel momento.

Si tratterà di Superficialità?
Non saprei.
Io la considero solo stanchezza.
Ne ho sentite e sto sentendo davvero troppe, che arrivare a "commentare" qualsiasi cosa sarebbe eccessivo pure per "Alfonso Signorini".


Se solo oltre al farmi i "cavoli miei" riuscissi anche a non "interiorizzare" sarebbe una svolta.
Invece io riesco a far cadere al momento, ma poi rimugino e rimugino su per giorni, e questo non è per niente carino. Lo pensa anche il mio stomaco.
Quindi mi ritrovo, spesso spessissimo, con una parte di me che
manderebbe costantemente a 'fanculo tutti e tutto, senza nemmeno spiegare.
Ma è educata e poi per ovvi motivi non lo fa.
La cosa peggiore è che la parte "buona" gli da man forte.
E come si fa a questo punto? L'unica cosa che riesco a "governare" è il non reagire d'istinto.


Anche se a volte, un paio di urlacci, mi farebbero sentire meglio sicuramente. Ma poi, servirebbero davvero? Risolverebbero qualcosa?
La mia opinione interessa davvero a qualcuno?

E' triste da dire, eh, ma ho notato che se non "dico niente" le cose andranno comunque avanti da sole.
Quindi, oltre a farmi incazzare lì per lì, se mi mettessi a litigare per ogni cosa, ne uscirei "esaurita" e con il bisogno di una sacco di Maalox.
Quindi lascio stare, lascio correre, che tanto delle mura si troveranno prima o poi sul "cammino" e non ce le metterò di certo io. No.

Eh beh.
Dopo questa "esternazione" non mi resta che augurare "Buona Pasqua -con chi vuoi- " a chi passa di qua.

martedì 19 aprile 2011

Nomi trash.

Io pensavo fosse una leggenda metropolitana.
Pensavo e speravo, non fosse possibile che certa gente chiamasse i figli con nomi atroci.

Mi sbagliavo.
Questi giorni, al parco soprattutto, ho avuto modo di sentirne un po' di tutti i colori.
Che poi, cribbio, gli date un nome straniero, imparate la pronuncia almeno e chiamatelo giusto...invece no.

I peggiori che ho sentito fin ora sono questi:

- Chantal ( chiamata, in romano spinto "sciantàààà")
- Surimi (oddio)
- Cristal ( "cristah"...)
- Ludmilla (a me sa di vampiro...)
- Boemia ( fragilissima eh...)

ma il peggiore di tutti, credo sia "Zion".
MA....come si fa a chiamare un figlio Zion.
Se sei rasta, Jamaicano, e abiti fuori dall'italia ha senso.
Tanti, in america si chiamano "Dio". Mica mi scandalizzo per quello.
E' qui che stona.
E questa cosa già mi fa triste se si tratta di un figlio di un calciatore famoso,
o di un cantante o chissà chi altro del jet set.
Però voglio dire, magari vive fuori.
Ma qui, in questo posticino, un bimbo con un nome strano, secondo me campa proprio male malissimo.
Già son cattivi per salire in fila sullo scivolo e condividere l'altalena, figurarsi nel resto.

Che poi mi fanno ridere, che non puoi chiamare tua figlia "MERCOLEDi'"....però "Surimi" si.
BAH.

E io che pensavo di avere dei gusti strani in fatto di nomi.... devo ricredermi:
"Giuda" non è un nome poi tanto brutto alla fine.

Certo, magari avrà problemi a socializzare, nella vita.
Nessuno lo inviterà a cena.
E non avrà amici con i capelli lunghi.
E a pasquetta non andrà da nessuna parte.
Ma  chi se ne frega, direi.

sabato 16 aprile 2011

Ikea Trygg.

Sono reduce dalla mia lavatina di piatti quotidiana (niente lavastoviglie ancora da queste parti, ma arriverà, prima o poi).
La cosa bella, di quando lavi i piatti a mano, è che puoi pensare ad un sacco di cose.
Per esempio, prima, stavo valutando che in cucina ho un sacco di utensili di Ikea.
E alcuni sono molto bellini e funzionali.

Insaponando insaponando mi è tornata in mente una cosa:

Un po' di tempo fa ci serviva una ciotola grande, non grandissima, per le insalate, diciamo.
Non ricordo se era per qualche evento in particolare, sicuramente qualche cena.
Come spesso accade ci siamo ritrovati a prendere piatti e altre cose da Ikea.
E Tadaaa, ci troviamo davanti questa:
Stupiti andiamo a guardare subito il prezzo. Certo era un po più grande del necessario
..però il prezzo era accessibilissimo (1,99 €).  Così, senza indugiare è finita nella famosa busta gialla.

Pensando che  magari costava così poco perché era fatta di materiale scarsino,
Ma che tanto, anche se fosse durata poco, non ce ne sarebbe fregato poi molto.
Che tanto, con le cose di Ikea, dopo un po' ci fai l'abitudine a raccogliere i pezzi e rimpiazzare.
Noi lo sappiamo bene, e c'è successo soprattutto con i Bicchieri.
(Nel giro di un anno e mezzo, abbiamo distrutto quasi 20 calici, da vino.
Ne è rimasto solo uno, lo chiamiamo il "Sacro Graal", ma temo che presto ci abbandonerà pure lui.)

Insomma con questa prospettiva allegrissima, ce la portiamo a casa.
La usiamo.
Sulla tavola fa pure la sua porca figura.
Noi contenti dell'acquisto azzeccato.
Almeno fino a che non è stato da trovargli un posto nel mobile dei piatti.
Infatti, a meno che abbiate sportelli giganteschi, questa ciotola, non entra da nessuna parte.
Non qui almeno.
E  dopo un sacco di "Dove la infiliamo?" e "ma no, lì  a parte che non ci va, ma poi ci vanno tutti gli altri" abbiamo optato per lasciarla fuori.
A volte ci mettiamo la frutta, a volte altre cose.
Però in quel momento è stato chiaro perché fosse in vendita a così poco.

Quindi, io vi avviso ( se già è nella vostra cucina, mi dispiace.) :

Se  vi serve una ciotola e da Ikea vi attira questa, non prendetela.
O se lo fate, dimenticatevi del fatto che "si romperà".
Infatti  NON SI ROMPE, sappiatelo tutti, nemmeno se la trattate male ( e dico MALE.)
Io c'ho provato più e più volte, ma niente, ma non c'è stato verso.

giovedì 14 aprile 2011

Buonanotte, è ancora aprile?

Dopo l'acidità di ieri contro gli uomini peperoni, oggi devo dire che è va molto meglio.

Così tanto che ho affrontato il pomeriggio con la quattrenne, senza battere ciglio.
Lo so, che cambierà il tempo per questo. Già s'è annuvolato.
Gran parte di questo "benessere" forse dipende dal fatto che domani è Venerdì.
E il Venerdì, da queste parti, fa miracoli.
E non più per le serate in giro, qui ormai son tutti "bimbo-muniti"...ma proprio perché finisce sta settimana schifa.
E prima finisce questo mesaccio, meglio è.

Vorrei che qualcuno mi spiegasse, per quale motivo, quest'anno non m'entra in testa che il 24 Aprile è Pasqua.
Non ce la posso fare eh proprio eh.
Ma nemmeno riesco a realizzare che è una Domenica.
Infatti continuo ad uscirmene con cose tipo "ci andiamo il 24!" oppure "la cena si può fare il 24!"
Niente.

Tra una sola ora questo giovedì finirà.
Sotto una gelida pioggia eh, ma finirà.
E io proverò a finirlo, guardando "Cattivissimo me".
Son Soddisfazioni, eh.

mercoledì 13 aprile 2011

Lettera Aperta

Cari uomini peperonata,
io non vi capisco e non vi capirò mai.
Uno vi insegue per anni, e voi niente.
A volte fate i preziosi.
Anzi, nella maggior parte dei casi fate pure gli Stronzi (con la esse maiuscola).
Poi, basta non calcolarvi per un po', e voi "blup" vi riproponete e pure pesantemente.
Come se d'improvviso vi fosse tornata la memoria.

A volte lo fate in momenti poco opportuni, e alla prima imbruttita fate finta di capire e tornate nell'ombra.
Ma non è una resa. Periodicamente vi fate vivi, così giusto per testare il terreno.
Altre volte fate finta di niente. Altre ancora, fate peggio...vi spacciate per "amici".

Quest'ultima mossa credo sia quella che mi sta maggiormente sul culo.
Prima di tutto perché credo che sia molto difficile se non impossibile, che due persone dopo aver avuto una storia - chiusa e archiviata, magari anche finita male- possano avere un rapporto di amicizia puro e semplice.
E questo voi cari, lo sapete benissimo, e tendete a mettere subito le mani avanti e sottolineate subito il fatto che tanto"siamo amici" (ma di chi?!).
L'esempio spesso usato infatti è il seguente: "andiamo a prenderci una birra, da buoni amici?"


A questo punto, se uno vi risponde male, fate le vittime e dite che siamo "prevenute" nei vostri confronti.
Se invece vi si da retta, tempo mezza giornata e calate subito le vostre carte, riprovandoci spudoratamente.
E ve ne fregate pure di cosa vi si risponde, facendovi forti del fatto che abbiamo accettato di vedervi.
Come se questo fosse un incoraggiamento a farvi sotto.

Io, che negli anni ho imparato a prevedere le vostre mosse, la prendo a ridere.
Evito di vedervi e vi parlo si, ma il minimo indispensabile (ciao - si, tutto bene.- ciao).
Non c'è niente di male, sia chiaro.

Però lo ammetto, proprio non vi riesco a capire :
Ci avete lasciato, avete buttato tutto al vento.
Ci avete trattato male, non voluto, ignorato, preso a pesci in faccia e trattato nei peggiori dei modi, in più occasioni. Eppure, appena vi rendete conto che la situazione è cambiata, che non siete più al centro dei nostri pensieri, improvvisamente vi ricordate di tenere a noi, di volerci, e di adorarci. (interesse che ovviamente svanisce, appena gli fa capire che è "ricambiato", c'avete fatto caso?)

Non andrebbero messi sotto vetro e studiati in laboratorio, soggetti del genere?

La verità è una e solo una: avete una paura fottuta di restare soli. 
Ed è una paura che un po' tutti hanno, mica è una novità, solo che voi riuscite a gestirla proprio male.
E vi trascinate così, vi fate la vostra vita controllando la situazione precedente da lontano.

Ecco, cari miei, io due parole vorrei dirvi:

Smettetela di tornare ciclicamente nella mia vita.
Non vi sopporto più.
Io non voglio essere la vostra "boa" di salvataggio, tanto meno la vostra spalla su cui piangere.
Non me ne frega un cazzo se la vostra storia è finita.
Se siete tristi, in crisi, e nemmeno se passeggiando per Roma, vi sono tornata in mente.
Gradirei per altro che vi ricordaste le vostre azioni prima di alzare il telefono, scrivere mail, mandare messaggi o palesarvi.
Lo scrivo qui che qualcuno di voi, so per certo che ci passa.
Alla prossima manovra di avvicinamento, sappiate che ci sarà ad attendervi un bel "Vaffanculo".
Senza mezzi termini.
Chiaro?

domenica 10 aprile 2011

Domenica.

Oggi fuori è grigio topo.
Non fa freddo, per fortuna, ma non è che ti viene proprio voglia di uscire.
Peccato però.
Era meglio ieri (sono risucita a colorarmi un po' persino io, mozzarella inside.)

Ieri sera, serata casalinga.

E su consiglio di mia sorella ho deciso di vedermi questo:


Ovviamente da noi è arrivato col titolo modificato in: "Amore e altri Rimedi" ...qui usare la parola "Droghe" non si poteva, evidentemente. Mah.

Che carinooooo.
Bravi tutti e due.
Fa ridere, è spiritoso, la storia è molto semplice in realtà,
ma è comunque un film per trascorrere un sereno sabato sera.
Mi ha fatto molto ridere il fatto che il tizio (che nella mia testa è rimasto Donnie Darko)  facesse il rappresentante farmaceutico e che nello specifico dovesse aumentare le prescrizioni dello "Zoloft".
Se gli capitava il mio medico era a posto.*
Comunque, come al solito non mi va di raccontare la trama,  che ho paura di metterci spoiler e non accorgermene, dico solo che il film mi è piaciuto, ecco.
Alla fine ti rendono simpatici i rappresentanti farmaceutici, e ho detto tutto.
Anne Hathaway poi è incantevole  come al solito -anche se mi da l'impressione che nella vita sia una iena, non chiedetemi perché-
E anche la casa dove vive è da sbavucchio. Già. :)



(*) A me aveva provato a darlo anni fa, sto cretino.
Niente in contrario per chi lo usa, per chi ne ha bisogno etc. eh.
Ma  nel mio caso, non era assolutamente necessario. 
E' chiaro che "doveva" darne via un tot. 
A me la sola lettura del "bugiardino" mi ha fatto impressione. 
Se le prendesse lui quelle pastiglie.
 Credetemi, tutto ero tranne che depressa, o con attacchi di panico.
Ecco perché quando sto male, preferisco non andare da lui, se non in caso estremo. 
Che questo ti da le medicine in modalità casuale. E non solo a me.  
Mi domando come faccia a fare il medico.
Deve aver preso la laurea con i punti del mulino bianco, non c'è altra spiegazione.


venerdì 8 aprile 2011

giovedì 7 aprile 2011

Il cigno ha i piedi Brutti.

Il cigno ha i piedi Brutti. by Lyndin
Il cigno ha i piedi Brutti., a photo by Lyndin on Flickr.
Ecco la prova di quello che dicevo.

*Cercasi Lavoro Noioso*

Ok, lo ammetto, io voglio un lavoro diverso.
Possibilmente decente.
Che questo di Babysitting, mi piace sempre meno.
Ma non per qualcosa, non mi sento portata per niente.
L'ho detto anche qualche post fa.
E lo so che non faccio altro che lagnarmi.
So anche che dovrei "accontentarmi".

Ma la verità  squallida è che voglio/vorrei :

Una scrivania.
Il famoso cunicolo.
I colleghi stronzi.
Pile di pratiche da sistemare.
Foglietti ovunque.
Fax che non partono.
Noia mortale.
Di quelli che quando ti alzi dalla sedia, ti riprende la circolazione alle gambe.
Di quelli che devi fare roba "meccanicamente" e non devi nemmeno "impegnarti troppo".
Di quelli che "mi dispiace per l'inconveniente".
E "la faremo ricontattare noi".
E "no, l'hai mandato in stampa doppio".
Ma anche scrivere roba.
Correggere. Incolonnare.
Bestemmiare perché non ti lasciano in pace un attimo, e "non posso fare tutto io".

E poi voglio dover aspettare l'autobus, perché in centro con la macchina no-no-no-no.
Voglio poter mettere le cuffiette, mentre placidamente scivolo verso casa.

Perché si.
Era meglio quando ero pendolare.
Quando dovevo incazzarmi che mi portavano le cose da fare, venti minuti prima di staccare.
Quando dovevo inventare cazzate su due piedi, e dire che l'amministratore non c'era, anche se era chiuso in ufficio a ridere al cellulare con l'amante.
Era decisamente meglio.
Meglio che farsi puntellare la mano con una matita su un tavolino fuxia.

A Roma, secondo me, posti del genere non ce ne sono più.
Quelli dove ho lavorato hanno chiuso quasi tutti, in modo brutale o meno.
Vabeh...


Comunque, se vi viene in mente qualcosa, contattatemi.
Non aspetto altro.
Intanto continuo a mandare Cv.
Che è meglio...come dice quattrocchi dei puffi.

mercoledì 6 aprile 2011

Discorsi interrotti.

Tra le cose che proprio non sopporto, ci sono i discorsi "lasciati a metà".
A volte è una tattica, e questo l'ho capito.
Che uno inizia, ti invita a parlare di un argomento specifico e poi  taglia corto e passa ad altro.
E ci può stare, si chiama evoluzione del discorso, per quanto magari a volte viene forzata.

Comunque, detesto la sensazione che ti lascia, quando sei lì, che parli e parli e parli di una cosa,
e poi di punto in bianco "sbram" i discorsi svaniscono.
Non è che diventano altro. Finiscono nel silenzio più assoluto
E tu resti lì, sola con la voglia di continuare a parlare dello stesso argomento e dall'altra parte, niente più.
E a quel punto. non ti resta che parlarne da sola. 
Che tanto, alla fine, nessuno ti presterebbe migliore attenzione.
E non credo sia nemmeno una semplice questione di disinteresse.

Di fatto, mi capita continuamente, di iniziare discorsi interessantissimi e di lasciarli lì, monchi.
Senza fine, e non per merito/colpa mia.
E' una banalità, in fondo, però mi fa una rabbia!

Che poi io le cose devo capirle.
E per capirle, la cosa migliore che puoi fare, è provare a "viverle".
E io c'ho provato a fare la "mozza discorsi".

Ieri sera:
Mentre eravamo a cena da amici - Y_Y- ho provato a moncare dei discorsi - per altro di merda e già sentiti e risentiti- ma niente. Non solo non ci sono riuscita, ma alla fine s'è parlato 2 ore e 40 dello stesso argomento insipido...ossia..La storia dell'insalata.*

Evidentemente sono io che non riesco ad impormi.
Come dice mia madre "parlo poco". Cosa che magari è vera.
Ma a volte non mi viene proprio niente da dire.
E quando mi viene, la gente mi lascia a metà. 
Finirò a registrarmi le risposte e parlare da sola. Lo so.
La verità è che non  sono buona a comportarmi come la maggior parte della gente si comporta.
Proprio no.
Neppure se mi impegno.
Non ci posso fare niente.



La Storia dell'insalata:
Praticamente, una nostra amica, soppesa in maniera maniacale -ed è un eufemismo- tutto quello che il compagno gli dice. Ed è la classica persona che glielo rinfaccia al momento opportuno.
La questione dell'insalata va avanti da 1 anno e mezzo, ed è sempre messa in mezzo durante le cene
(alternando con i discorsi sui pannolini dei bebè) ogni volta che si parla di "mangiare bene". 
Praticamente, l'incauto amico, ha osato dire alla sua donna (annota tutto), che sua cognata fa l'insalata più buona della terra. Lei l'ha presa come se l'avesse insultata mortalmente e le avesse detto "la tua insalata mi fa schifo e ribrezzo". Durante ogni cena, lei, cerca conforto dalle presenze femminili, per dimostrare che lei ha ragione nel sentirsi offesa. Con me puntualmente le dice male. 
Non sono ne la tipa che rinfaccia cose, ne che se la prende per cacchiate del genere.
E questo dovrebbe essere un bene. Credo. Ma del resto ognuno ha le sue stranezze, infondo. 


lunedì 4 aprile 2011

Pulp - Bar Italia.

E il costante senso di inadeguatezza.

Non so se rassegnarmi a questo stato d'animo o se "parlarne con qualcuno, bravo" e cercare di venirne fuori.
Di fatto sto così, da giorni, forse mesi.
Con questa tensione addosso, che non so neanche da cosa deriva, infondo.
Dicono che ammettere e riconoscere che ci sia il "problema" sia già un passo avanti. U_U

Mi sento costantemente inadeguata alle cose che faccio. Ma pure a quelle che vorrei fare eh.
Poi ora, con questa cosa del pomeriggio ad orario "bloccato" mi sento intrappolata in qualcosa che non so se fa per me realmente.
Pare di si. Dicono di si, dicono che sono"perfetta per questo ruolo". Ah che culo.
Che poi il ruolo sia gestire una nana quattrenne per due ore, 5 giorni a settimana,sottopagata, è un altro discorso. Ma non è una lamentela eh, questo è arrivato e questo mi tengo. Arriverà altro, lo sento.
Però dico solo che, qualcosa di fondo stona, e molto probabilmente sono io.

Io che non lo so cosa voglio fare da grande.
Che cambio idea mille e duecento volte, ma che poi di fatto il campo dove vorrei stare lo so eccome.
Lo ignoro, faccio finta di niente, ma lo so.
E' che non mi ritengo all'altezza della situazione.
E mi butto su altro e quello che voglio fare, finisce a farlo -spesso e volentieri- chi non ci capisce una cippa lippa assoluta.
Ma facciamo finta di niente...e andiamo dritti, che la strada da qualche parte porterà.
Salvo strade senza uscita, ma in quel caso, si torna indietro e si cerca di capire in quale altra direzione provare.
E lasciamo correre, che non mi va di fare la superpessimista, no. Oggi no.

La buona notizia del momento è che ho ripreso a leggere.
E menomale, dopo tutti questo tempo (4 anni), mi stavo preoccupando.


Pensavo fosse una malattia.
Ma per fortuna poi mi capitano i libri giusti e i momenti giusti. E via.
"La trilogia della città di K." di Agota Kristof, l'ho divorato.
Mi è piaciuto tanto tantissimo.
Crudo, veloce, scritto davvero benissimo.
Anche se il finale mi ha lasciata un po' "così". Ho avuto la stessa reazione di "Lost" ecco.
Però tutto insieme, si, bel libro veramente.
Sono tentata di prendere altri libri suoi, ma devo togliermi questa mania del seguire gli autori, che in genere le opere a seguire mi deludono sempre, perché mi aspetto comunque storie con lo stesso livello, invece magari sono diverse (questo non succede solo con Neil Gaiman.) e ci resto male.
Mi ha stancato pure J.Coe, e ho detto tutto.

Comunque,tutta questa pappardella era per dire che, se non lo avete mai letto, e state cercando un libro, questo fa al caso vostro.
( Il primo capitolo è tostino però. Tutti avvisati.)

sabato 2 aprile 2011

Instant Karma - John lennon

Di questo periodo mi piace:

- I panni ad asciugatura immediata, quasi.
- Poter stare a finestre spalancate. Tanto i vicini sbirciano uguale, almeno non fa freddo.
- Il sole, che ti fa venire voglia di passeggiare.
- La giacca leggera. E il cappotto nell'armadio.
- Il gelato fuori pasto, con la panna, grazie.
- Le fragole.
- Le giornate lunghe, che ceni con il sole ancora.
- Le rumorosissime rondini.
- Le farfalle che ti si posano addosso, mentre leggi al sole.
- La voglia di mare. Che di solito è più forte, quando non ci si può andare.
- Le tende da sole tirate giù.
- L'aria diversa, che ti fa capire che non si torna indietro.
- L'odore dei fiori -quando riesco a sentirlo-.
- L'immotivato buon umore. (si sono metereopatica.)
- Le passeggiate dopo cena. Ma non sempre sempre.